Prostata
e vescicole seminali
Il testo che segue è un capitolo del nuovo manuale delle procedure che la Sezione Lombardia della SIAPEC-IAP intende compilare al fine di rendere omogenee e riproducibili le procedure di allestimento dei preparati cito-istologici e della formulazione diagnostica.
Si attendono ovviamente tutte le osservazioni ed integrazioni del caso da parte di tutti i colleghi.
Documento redatto da: dr.ssa Regina Tardanico (Brescia)
Specificare nel referto i seguenti dati:
TIPO DI PEZZO OPERATORIO
· Prostata
· Prostata e vescicole seminali
· Prostata e vescica
TIPO DI MATERIALE IN ESAME - PROCEDURA
· Agobiopsia: sede unica o multiple NT gruppo 3 (codice tariffario 91.44.1)
· TURP (resezione transuretrale): NT gruppo 3
NT= Nomenclatore Tariffario
MINIME INFORMAZIONI INDISPENSABILI DA RIPORTARE NEL REFERTO
· Tipo di materiale in esame
· Procedura diagnostica o chirurgica adottata
· Precedenti diagnosi o trattamenti (ormono- o radio-terapia)
DESCRIZIONE MACROSCOPICA
Precisare:
· se il materiale é giunto fresco o fissato
· numero e lunghezza delle biopsie
DIAGNOSI MICROSCOPICA
Precisare:
· numero di biopsie in cui è presente la neoplasia.
· Dimensione delle aree neoplastche.
· invasione perineurale, se presente
· eventuale presenza di PIN utilizzando la classificazione: PIN a basso grado e PIN ad alto grado. E' consigliabile segnalare solo la presenza di PIN ad alto grado e la sua estensione (microfocolaio o % di estensione nel materiale in esame).
PROCEDURA
processare in toto i frammenti pervenuti.
DESCRIZIONE MACROSCOPICA
Precisare:
peso e/o quantità in cc del materiale (tenuto conto che ogni cassetta di inclusione contiene circa 2,5 cc di materiale).
DIAGNOSI MICROSCOPICA
Quando è presente il carcinoma, precisare:
· numero di focolai neoplastici e la percentuale di parenchima neoplastico (in rapporto al parenchima resecato)
· eventuale invasione perineurale
· eventuale presenza di PIN utilizzando la classificazione : PIN a basso grado e PIN ad
· alto grado. E' consigliabile segnalare solo la presenza di PIN ad alto grado e la sua estensione (microfocolaio o % di estensione nel materiale).
PROCEDURA
· Quando l'adenomectomia é unica, indicare la superficie esterna del pezzo operatorio con spennellatura d'inchiostro di china (
chinatura) e subito dopo immergerlo per dieci secondi in liquido di Bouin. Questa procedura evita l'eluizione della china nella formalina.
· E' consigliabile lasciare il pezzo a fissare in formalina per 24 ore. In questo caso é possibile prima iniettare nel pezzo formalina con l'aiuto di una siringa.
· Campionamento: prelevare tutte le aree sospette. In ogni caso effettuare almeno un prelievo per campione pervenuto o più prelievi se il nodulo è molto grande.
DESCRIZIONE MACROSCOPICA
· segnalare se il materiale è giunto fissato, fresco, previamente sezionato.
· descrivere diametri, peso, superficie di taglio (noduli, neoplasia, presenza di necrosi).
DESCRIZIONE MICROSCOPICA
Quando è presente il carcinoma, precisare:
· numero di focolai neoplastici e le dimensioni di quello maggiore o la percentuale di parenchima neoplastico
· eventuale invasione perineurale
· eventuale presenza di PIN utilizzando la classificazione : PIN a basso grado e PIN ad alto grado. E' consigliabile segnalare solo la presenza di PIN ad alto grado e la sua estensione (microfocolaio o % di estensione nel materiale).
PROCEDURA
· iniettare formalina tamponata in entrambi i lobi con l'aiuto di una siringa. Questa procedura risulta molto utile se si effettuano
macrosezioni.
Chinare il pezzo operatorio su tutta la superficie esterna.
· Effettuare su uno dei lobi un taglio profondo circa un centimetro, lungo l'asse maggiore della prostata e perpendicolare alla superficie esterna per meglio differenziare lobo destro e sinistro all'esame microscopico.
· Lasciare poi il pezzo a fissare in formalina per almeno 24 ore.
· Il giorno successivo orientare l'organo ed eseguire tagli trasversali perpendicolari all'uretra di 0,5 cm di spessore, a mano libera o meglio con una piccola affettatrice da cucina seguendo il seguente schema.
· includere tutta la prostata e le vescicole seminali (meglio se mediante macrosezioni in modo da poter ricostruire topograficamente l'intero organo).
· eseguire i prelievi uretrale e vescicale secondo sezioni seriate trasversali (vedi schema precedente).
· Per i linfonodi isolarli tutti dal tessuto adiposo e includerne almeno una metà per ognuno.
DESCRIZIONE MACROSCOPICA
· segnalare se il materiale è giunto fissato, fresco, previamente sezionato.
· descrivere diametri, peso, superficie di taglio (noduli iperplastici, neoplasia, presenza di necrosi).
DIAGNOSI MICROSCOPICA
In caso di neoplasia indicare:
· grado secondo il
sistema di Gleason (solo nei casi in cui il paziente non ha effettuato terapia preoperatoria; quando ha effettuato terapia la valutazione del grado può essere omessa in quanto non attendibile a causa delle alterazioni iatrogene)
· tutti i dati necessari alla formulazione del pTNM riguardanti l'estensione della neoplasia: rapporti con la capsula, estensione ad uno o ad entrambi i lobi, rapporti con le vescicole seminali, eventuale invasione delle strutture adiacenti
· rapporti tra neoplasia e margini indicati in inchiostro di china segnalando quali e quanti sono i margini di resezione chirurgica positivi
· numero dei linfonodi metastatici
· estensione perilinfonodale delle metastasi, se presente
· la diagnosi finale deve essere comprensiva di
pTNM, tranne in quei casi dove per la sua formulazione sono necessari dati clinici non disponibili
FACOLTATIVA LA SEGNALAZIONE DI PRESENZA DI:
· eventuale PIN.
· invasione perineurale
· alterazioni da terapia ormonale o da radioterapia
CLASSIFICAZIONE TUMORI DELLA PROSTATA (OMS - 2002)
Neoplasie di tipo ghiandolare
Carcinoma di tipo acinare
Atrofico
Pseudoiperplastico
A cellule schiumose
Mucinoso
A cellule con castone
Oncocitico
Linfoepitelioma-like
Carcinoma con differenziazione a cellule fusate (carcinosarcoma, carcinoma sarcomatoide)
Neoplasia intraepiteliale prostatica (PIN)
Neoplasia intraepiteliale prostatica, grado III (PIN III)
Carcinoma duttale
Cribriforme
Papillare
Solido
Neoplasie di tipo uroteliale
Carcinoma uroteliale
Neoplasie di tipo squamoso
Carcinoma squamocellulare
Carcinoma adenosquamoso
Carcinoma a cellule basali
adenoma a cellule basali
Tumori neuroendocrini
Carcinoide
Adenocarcinoma con differenziazione neuroendocrinaa
Carcinoide
Carcinoma a piccole cellule
Paraganglioma
Neuroblastoma
Tumori prostatici stromali
Tumori stremali di incerto potenziale di malignità
Sarcoma stremale
Tumori mesenchimali
Tumori del tessuto emolinfopoietico
Miscellanea
Cistoadenoma
Nefroblastoma (tumore di Wilms)
Tumore rabdoide
Tumore a cellule germinali
Adenocarcinoma a cellule chiare
Melanoma
Tumori secondari
CLASSIFICAZIONE DEI TUMORI DELLE VESCICOLE SEMINALI (OMS – 2002)
Tumori epiteliali
Adenocarcinoma
Cistoadenoma
Tumori misti epiteliali e stremali
Maligni
Benigni
Tumori mesenchimali
Miscellanea
Corioncarcinoma
Tumori annessiali maschili di possibile origine Wolffiana
Tumori secondari
Il sistema Gleason propone 5 gradi per il carcinoma della prostata. Il patologo deve individuare i due gradi predominanti nel preparato che, sommati tra loro, danno lo score finale che possiede significato prognostico.
Il sistema va applicato con i seguenti criteri:
· Quando ci sono più di due pattern il pattern n 1 è il predominante e il pattern n 2 è il secondo predominante
· Quando la neoplasia si presenta con un solo pattern va duplicato il pattern per arrivare alla formulazione dello score finale (3+3=6).
· Se nella biopsia ci sono più di due pattern e il peggiore non fa parte dei primi due pattern predominanti va scelto quello quantitativamente predominante come primo e quello peggiore come secondo (es: grado 3 = 60%, grado 1 = 30%, grado 4 = 10% lo score sarà 3+4=7).
Bibliografia
Gleason D.: Histologic grading and clinical staging of prostatic carcinoma, in Tannenbaum (ed): Urologic Pathology: The Prostate. Philadelphia, Lea & Febiger, 1977, pp 171-198
N.B. Si applica solo agli adenocarcinomi. I carcinomi di tipo uroteliale sono classificati come carcinomi dell’uretra. È necessaria la conferma istologica della neoplasia
pT – Tumore primitivo
pTX: tumore primitivo che non può essere evidenziato
pT0: tumore primitivo non evidenziabile
pT1: tumore clinicamente inapparente (applicato su materiale da TURP)
pT1a: < 5% del parenchima resecato;
pT1b: > 5% del parenchima resecato o Gleason score >7.
pT2: tumore organo confinato
pT2a: tumore esteso a ½ di un lobo o meno
pT2b: tumore esteso a > ½ di un lobo
pT2c: tumore esteso ad entrambi i lobi
pT3: tumore che supera la capsula
pT3a: estensione extracapsulare (mono- o bilaterale)
pT3b: invasione delle vescicole seminali
pT4: tumore fisso o che invade strutture adiacenti oltre alle vescicole seminali: collo della vescica, sfintere esterno, retto, muscoli elevatori e/o parete pelvica.
pN – Linfonodi regionali
pNX Linfonodi regionali non valutabili
pN0 Linfonodi regionali liberi da metastasi
pN1 Linfonodi regionali con metastasi
pM – Metastasi a distanza
MX Metastasi a distanza non accertabili
M0 Metastasi a distanza assenti
M1 Metastasi a distanza presenti
M1a Linfonodo(i) non regionale(i)
M1b Osso(a)
M1c Altra(e) sede(i)
G – Grading istopatologico
GX il grading istopatologico non può essere accertato
G1 ben differenziato (lieve anaplasia) Gleason 2 – 4
G2 moderatamente differenziato (moderata anaplasia) Gleason 5 – 6
G3-G4 scarsamente differenziato/indifferenziato (severa anaplasia) Gleason 7 – 10
RAGGRUPPAMENTO IN STADI
Secondo UICC / TNM
|
Stadio I
|
T1a
|
N0
|
M0
|
G1
|
|
Stadio II
|
T1a
T1b
T1c
T2
|
N0
|
M0
|
G2, 3-4
ogni G
|
|
Stadio III
|
T3
|
N0
|
M0
|
ogni G
|
|
Stadio IV
|
T4
ogni T
|
N0
N1
ogni N
|
M0
M0
M1
|
ogni G
|
Data pubblicazione: 2006-10-22