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LETTERA DEL PRESIDENTE

Il saluto e gli auguri del Presidente Uscente

 

Cari tutti (amici, colleghe, colleghi, giovani, anziani, pensionandi - come me - e pensionati),

la fine del 2016 coincide con la scadenza del triennio della mia presidenza e, dunque, mi dispiace per voi, dovrò sottoporvi un resoconto non annuale, ma pluriennale.

Mettendo da parte le battute e ricordando che “saper tacere è una saggezza di pochi” (* S. Giovanni della Croce) cercherò di sintetizzare al massimo quanto fatto innanzitutto dal Direttivo e, in piccola parte, da me.

Nel porre la mia candidatura indicai alcuni obiettivi quali favorire il percorso di trasformazione dell’Anatomia Patologica, valorizzando da un lato la diagnostica tradizionale e dall’altro l’applicazione di tecniche avanzate di tipo biomolecolare, indispensabili nel contesto della nuova medicina personalizzata.

Credo che in questi tre anni questo obiettivo sia stato perseguito, almeno in parte. A tal fine anche in collaborazione con l’AIOM, sono stati implementati incontri, progetti, controlli di qualità e aggiornamenti. A testimonianza di quanto sopra, vi è stato il primo invito ufficiale rivolto alla nostra Società da parte dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), che ha organizzato il 22.11.2016 un tavolo di lavoro specifico, volto all’identificazione e alla validazione delle metodiche a noi peculiari nella valutazione del PD-L1 nel carcinoma del polmone.

Con tenacia Antonio Marchetti, coordinatore del gruppo di studio di Patologia molecolare, ci ha spinto a proporre continuamente la nostra presenza in tutti i campi applicativi e terapeutici, ove sia necessaria l’indagine biomolecolare da tessuto.

Personalmente ritengo che in futuro, per non vederci perdenti, dovranno essere da noi, e sottolineo da noi, indicati i, credo, pochi centri di riferimento più adatti a svolgere questa impegnativa attività.

Un altro degli obiettivi previsti era la valorizzazione dei gruppi di studio della SIAPEC. Sotto questo profilo l’altissima qualità progressivamente raggiunta nelle sessioni dei Congressi di Firenze prima, di Milano poi e infine di Genova, sono la testimonianza più semplice e concreta di quanto si sia incrementato l’apporto dei vari gruppi di lavoro. Ciò ovviamente non sarebbe accaduto se il mio amico Claudio Clemente, Past President e coordinatore dei gruppi di studio, non avesse svolto un’attività più paragonabile a quella di un mastino, che di un anatomopatologo.

Non è una battuta, ma dopo il triennio di Claudio Clemente temo che, passata la delega di coordinatore a me, come da statuto, sfigurerò al suo confronto.

A Napoli, comunque, ci sono alcuni allevamenti di pitbull semiufficiali!

A proposito di Congressi, i già lusinghieri risultati raggiunti a Firenze (2014) e a Milano (2015), sono stati ampiamente superati a Genova, dove il numero dei partecipanti è andato oltre ogni aspettativa. Soprattutto, mi ha colpito la vitalità che ha caratterizzato larga parte delle sessioni svolte. Vitalità che si è espressa attraverso l’interlocuzione con i relatori e la curiosità di giovani e meno giovani espressa attraverso quesiti e domande, che denotavano preparazione e capacità critica.

Potrei continuare su questa linea e riempire molte pagine, che diventerebbero implacabilmente noiosissime.

Brevemente ricorderò, tra i risultati di questo triennio, le Linee Guida pubblicate dal Ministero della Sanità, dovute alla straordinaria capacità, qualità e testardaggine della nostra presidente eletta, Anna Sapino, che si presenta con questo straordinario “capitale” nel prossimo Direttivo.

E ancora due ultime cose, il controllo di qualità svolto su Her2 nel 2015, che ha visto coinvolte oltre 100 strutture nazionali e l’indagine conoscitiva, coordinata da Guido Mazzoleni, sullo stato dei Servizi di Anatomia Patologica su tutto il territorio nazionale.

Questo studio dovrà proseguire sia per comprendere sempre più strutture sia per dettagliare più minuziosamente le attività svolte.

Se vogliamo evitare interventi penalizzanti da parte delle Amministrazioni nazionali, regionali e locali, dobbiamo essere noi in grado di proporre un modello organizzativo omogeneo sul territorio, piuttosto che avere strutture non comparabili tra loro, la cui attività è lasciata al libero arbitrio di manager talvolta favorevoli e più spesso contrari o agnostici.

Su questa strada va estesa la collaborazione iniziata con Federsanità, anche ai fini di ben comprendere i problemi di “risk management” che ci riguardano.

Tutto quello che è stato fatto lo si deve agli infaticabili membri del Direttivo che, ciascuno per la sua parte, ha contribuito a:

- ampliare i nostri rapporti europei come hanno fatto Ada Florena e Daniela Massi;

- partecipare a tavoli importanti quali quelli istituiti per i nuovi nomenclatori e tariffari che hanno visto in prima linea Filippo Crivelli, Arrigo Bondi e Guido Mazzoleni;

- promuovere e ampliare le attività formative nel campo della Citologia come hanno fatto, con  certosina capacità, Ambrogio Fassina e Leonardo Resta;

- supportare di volta in volta i gruppi di lavoro “estemporanei” creati per le singole contingenze grazie all’impegno continuo di Galliano Tinacci e Gerardo Botti;

- conservare e incrementare la nostra situazione economico-patrimoniale e l’“ordine” delle nostre attività, come ha fatto in maniera impareggiabile Luca Molinaro, segretario tesoriere di prim’ordine, ma innanzitutto grande amico, di cui il prossimo Direttivo sentirà la mancanza.

Vorrei dire anche che il mio compito è stato facilitato dal fatto che, con la nuova organizzazione del Direttivo, un presidente non è solo, ma divide con il presidente eletto decisioni e iniziative, e in ciò Mauro Truini è stato esemplare.

Infine, in questo triennio, si è “cancerizzata” la formalina, un problema serio e per molti versi in passato sottovalutato. Il gruppo di lavoro che Roberto Fiocca ha coordinato, che ha compreso Daniela Massi, Mauro Truini, Antonio Marchetti, Tiziano Zanin, ha svolto un eccezionale lavoro, elaborando documenti che Daniela Massi ha poi brillantemente esportato in campo europeo, dimostrando la capacità di aggiornamento che l’Anatomia Patologica italiana è in grado di produrre ai più alti livelli.

La nostra è una disciplina dove vi è un necessario e indissolubile legame con il “braccio” tecnico, senza il quale la nostra opera sarebbe impossibile. Tiziano Zanin ha svolto il suo compito nel nostro interno con attenzione e responsabilità, instaurando un dialogo sempre costruttivo con tutti noi.

Un ruolo particolare è stato quello di Maria Basciu, che ha rappresentato bene quella gioventù che, in un tempo spero non lungo, costituirà la nuova ossatura della nostra società e dei suoi organi direttivi.

Non si può ignorare il contributo di Roberto Mencarelli per la sezione informatica, quello di Marco Chilosi nella faticosa direzione di Pathologica, che ha conseguito, grazie alla sua azione, l’obiettivo di raggiungere un “impatto” per ora piccolo, ma che sicuramente crescerà.

In questi anni è continuato l’affiancamento con i POF, rappresentati da Laura Viberti.

La discrezione con la quale questi colleghi lavorano a favore di altri e le condizioni disagiate in cui esplicano la loro attività, deve ricevere una ammirazione più esplicita e un concreto supporto da parte della società. Su questa via va l’accordo che è stato trovato, del tutto recentemente, per supportare concretamente le attività dei POF.

Due ultime considerazioni, i nostri giovani, il nostro futuro, come avevamo deciso possono essere soci senza alcun aggravio economico. Non è una questione di quattrini ma è la volontà di invitarli a far parte di questa famiglia, affinché diano il loro essenziale contributo e acquisiscano, spero, la coscienza che, far parte di una società, significa non essere soli di fronte ai problemi che il nostro lavoro, talvolta ingrato, ci pone.

La società scientifica SIAPeC- IAP ha trovato un supporto essenziale nelle sempre più ampie attività svolte dalla Siapec Servizi srl, in cui sono confluite, in un felice connubio, la dinamicità e l’effervescenza di Valentina Borgese e il sabaudo rigore, nonché la concretezza, di Alberto Andrion. Grazie a loro, abbiamo potuto dedicare larga parte del nostro tempo agli aspetti “scientifici”, essendo coperti da loro i gravosi compiti organizzativi e di supporto.

Forse questa lettera è troppo lunga e me ne scuso, ma sentivo il dovere di rappresentarvi, almeno in parte, quanto è stato fatto.

Di una cosa sono sicuro, il Direttivo entrante, con i suoi presidenti in carica ed eletto, farà sicuramente di più e meglio.

Noi abbiamo cercato di porre le basi perché questo possa avvenire con minori difficoltà.

Vogliate adesso accettare i miei più cari auguri per le prossime festività

 

                                                                                                                     Gaetano De Rosa

Data pubblicazione: 2016-12-21