Menù dei Marcatori

Ipertesto Neoplasie

 

LINKS

 

 

     Scheda a cura di Marco Chilosi  (GYM)      

   

 

 

 

LINFOMA FOLLICOLARE

GENE-LINK

 

Il linfoma follicolare (LF) è tra i linfomi di più frequente riscontro (circa 30% dei linfomi, anche se con rilevante variabilità geografica). 

Il LF è incluso tra i linfomi B a cellule "mature" e conserva molte caratteristiche morfologiche e fenotipiche della controparte cellulare normale, rappresentata da due elementi riconoscibili su base citomorfologica (centroblasto e centrocita). La corrispondenza è non solo morfologica, in quanto le cellule del LF esprimono un profilo immunofenotipico generalmente sovrapponibile a quello delle cellule centrofollicolari normali, e comprende l’espressione di antigeni correlati alla linea linfoide B (CD19, CD20, CD79a, etc.), nonché marcatori più specificamente "centrofollicolari" quali CD10 e bcl-6.

Il microambiente follicolare, il quadro morfologico e le basi diagnostiche istopatologiche del LF.

Le complesse trasformazioni che modellano le cellule B mature nel loro passaggio nel follicolo linfatico (mutazione somatica a carico dei loci V delle catene immunoglobuliniche, selezione clonale, switching di classe) si realizzano in un peculiare microambiente costituito dalle cellule follicolari dendritiche, macrofagi deputati all’eliminazione degli elementi apoptotici, nonché particolari sottopopolazioni di linfociti T CD4+, CD57+. 

Nella maggior parte dei casi la diagnosi istopatologica del LF si ottiene utilizzando i criteri morfologici su preparati convenzionali colorati con ematossilina-eosina, anche se talvolta si presentano problemi di diagnosi differenziale. In particolare, si possono incontrare problemi interpretativi in alcune lesioni reattive con iperplasia follicolare marcata o inusuale, e non è sempre semplice distinguere un LF da altri processi linfoproliferativi caratterizzati da presentazione nodulare, specialmente su biopsia osteomidollare (il linfoma B a cellule del mantello, il linfoma della zona marginale splenica). 

Forme linfoproliferative di origine centrofollicolare caratterizzate da espressione di bcl-6 e/o CD10

Linfoma follicolare (grado 1-2-3A-3B, floral))
Linfoma follicolare e diffuso
Linfoma di Burkitt
Linfoma B a grandi cellule (20% circa bcl2 t(14;18))
Linfoma di Hodgkin classico
Linfoma di Hodgkin, prevalenza linfocitaria

 

Caratteristiche morfologiche ed immunofenotipiche del LF.

Il LF è per definizione caratterizzato da architettura nodulare (definita "follicolare" a causa della peculiare somiglianza con l’organizzazione del follicolo reattivo), anche se è molto comune la presenza di una componente neoplastica interfollicolare ed anche una variabile componente diffusa. I follicoli neoplastici possono essere numerosi e sono caratterizzati da un aspetto variabile. Possono osservarsi casi con noduli poco definiti, che appaiono più chiari delle aree interfollicolari, e casi con noduli più scuri che risaltano rispetto alle aree interfollicolari più chiare. Le anomalie architetturali più comuni del follicolo neoplastico (e che rappresentano il cardine diagnostico istomorfologico) comprendono la diminuzione di eterogenetà morfologica (monomorfismo) delle componenti linfoidi, notevole nei casi con prevalenza di centrociti, la significativa diminuzione dei macrofagi centrofollicolari (pattern starry-sky), la scomparsa delle aree mantellari, la perdita di polarizzazione, la presenza di atipie cellulari. La valutazione quantitativa delle componenti a grandi cellule (centroblasti, caratterizzati da ampio nucleo rotondo od ovale, cromatina non addensata, diversi nucleoli eccentricamente distribuiti e scarso citoplasma basofilo) e a piccole cellule (centrociti, caratterizzati da nuclei di modeste dimensioni, angolati e/o allungati, ampio citoplasma chiaro e nucleoli poco evidenti) è importante per definire il grado istologico del linfoma. Per questa valutazione la W.H.O. segue il criterio che suddivide i casi in 3 gradi, basati sulla conta assoluta di centroblasti presenti in 10 follicoli neoplastici esaminati con obiettivo 40x . Il grado 3, In molti casi di LF la presentazione istologica su biopsia linfonodale è caratterizzata da un’architettura follicolareche assomiglia molto a quanto osservabile in linfadeniti reattive con iperplasia follicolare.

Talvolta la rassomiglianza è tale da porre problemi di diagnosi differenziale tra una forma neoplastica ed una reattiva. Questo problema ha prodotto un’ampia serie di studi finalizzati all’individuazione di parametri morfologici, immunoistologici e molecolari utilizzabili nella pratica istopatologica per una più precisa e riproducibile distinzione tra le forme neoplastiche e quelle reattive. I marcatori immunoistologici utilizzati per definire con maggior precisione la natura clonale e neoplastica di follicoli morfologicamente sospetti comprendono: 1. la definizione dell’espressione delle catene leggere immunoglobuliniche (un ottimo marcatore di clonalità per i linfociti B), 2. la dimostrazione di anomalie di espressione di alcune molecole che caratterizzano il centro germinativo neoplastico. Tra queste l’espressione dell’antigene CD45RA/MT2 , e più recentemente la dimostrazione di iperespressione di bcl-2, un anomalia specificamente legata alla patogenesi molecolare del LF.

Bcl-2. La traslocazione t(14;18)(q32;q21) è considerato l’evento fondamentale nella patogenesi molecolare del LF. Interessante notare come nella maggior parte dei casi di LF è possibile dimostrare significative anomalie di espressione della proteina bcl-2, con iper-espressione documentabile immuno-istologicamente nei centri germinativi neoplastici. Questa anomalia rappresenta anche un validissimo "marcatore" da utilizzare nella diagnosi di LF. 

Il gene bcl-2 (sul cromosoma 18q21) codifica una proteina di 25 kDa, che svolge un ruolo rilevante nella protezione della cellula dalla apoptosi. Bcl-2  inibisce l’apoptosi interferendo con le funzioni delle caspasi.  Bcl-2 è normalmente espresso nella maggior parte dei linfociti T e B, con particolare intensità nelle cellule presenti nella zona mantellare del follicolo linfatico e nelle aree paracorticali dei linfonodi. Le cellule B del centro germinativo reattivo (centroblasti e centrociti) non esprimono bcl-2. Le sole cellule del centro germinativo che esprimono bcl-2 su preparati immunoistologici sono linfociti T follicolari. Nella maggior parte dei follicoli neoplastici che caratterizzano il LF il bcl-2 è invece espresso in modo anomalo, producendo il caratteristico quadro di immunoreattività utilizzato nella diagnosi differenziale tra LF e iperplasia follicolare. L’iperespressione di bcl-2 nelle cellule centrofollicolari neoplastiche è considerato il fattore determinante nella patogenesi del LF, sia esso prodotto dalla traslocazione t(14;18) che per altri meccanismi.

La proteina bcl-2 è frequentemente iper-espressa nei linfomi follicolari

La traslocazione t(14;18)(q32;q21) è uno dei marcatori molecolari/citogenetici meglio caratterizzati  

La traslocazione t(14;18) è dimostrabile nel 60-80% dei linfomi follicolari (ed una parte dei linfomi diffusi B a grandi cellule).  Il gene Bcl-2 viene a fondersi con il locus IgH e questa anomala posizione porta ad una alterazione della regolazione dell'espressione della proteina bcl-2 nel clone in cui è avvenuta la traslocazione. 

La proteina bcl-2 svolge un ruolo fondamentale nella regolazione dei processi apoptotici e nel turn-over delle cellule follicolari. Questa anomalia genetica causa la giustapposizione del gene bcl-2 (situato sul cromosoma 18) al gene delle catene pesanti delle immunoglobuline, posto sul cromosoma 14q32.  Questa traslocazione è responsabile della sovra-espressione del gene bcl-2 nei linfomi follicolari, con conseguente deregolazione del turn-over delle cellule centrofollicolari che divengono resistenti al processo apoptotico che fisiologicamente le regola. 

 

 

Nella maggior parte dei linfomi follicolari è possibile dimostrare intensa espressione di bcl-2 nei centri germinativi con tecniche immunoistologiche. I centri germinativi dei follicoli reattivi sono invece completamente negativi. 

      _____________________________________________________________________

Follicolo normale in un linfonodo reattivo:

 Il mantello follicolare è invece composto da linfociti intensamente bcl-2 positivi

 

 

 

LINFOMA FOLLICOLARE:  Intensa espressione di bcl-2  in un follicolo neoplastico. 

Si confronti questa immagine con l'aspetto "a bersaglio" di un follicolo iperplastico (figura precedente). 

 

 

 

      _____________________________________________________________________

 

Utilizzazione di bcl-2 nella stadiazione dei linfomi su biopsia osteomidollare

 BOM

 

 

Espressione di bcl-2 negli altri linfomi.

I linfomi a basso grado di malignità esprimono elevati livelli di bcl-2, dimostrabili con metodiche immunoistologiche su materiale di routine.

Questa espressione è correlata con il loro livello maturativo e NON alla presenza di traslocazione. 

 

Linfoma B a cellule del mantello (MCL)

Leucemia linfatica cronica (sono bcl-2 positivi anche i centri di replicazione)(B-CLL)

 

 
  CD10 CD20 CD79a CD23 CD5 PRAD1 p27kip1
FL ++/- ++ ++ - - - ++/-
B-CLL - +/- ++ ++ ++ - ++
MCL - ++ ++ - ++ ++ +/-
HCL -/+ ++ ++ - - -/+ -
SMZL - ++ ++ - - - ++
 

 

N Engl J Med 1988 Jun 23;318(25):1638-44

Expression in non-Hodgkin's lymphoma of the bcl-2 protein associated with the t(14;18) chromosomal translocation.

 

Ngan BY, Chen-Levy Z, Weiss LM, Warnke RA, Cleary ML.

 

Department of Pathology, Stanford University School of Medicine, CA 94305.

 

For many non-Hodgkin's lymphomas, the bcl-2 gene has been implicated as a likely proto-oncogene, since it is consistently located at or near the breakpoint sites of t(14;18) chromosomal translocations. To define the role of the protein product of the bcl-2 gene in lymphoid cancers, we used anti-bcl-2 antibodies to perform immunohistochemical studies of frozen sections of 136 tissue specimens affected by lymphoma or non-neoplastic lymphoid disorders. Immunoreactive bcl-2 protein was observed in the neoplastic cells in almost all the follicular lymphomas, whereas no bcl-2 protein was detected in follicles affected by non-neoplastic processes or in normal lymphoid tissue. Every tumor with molecular-genetic evidence of t(14;18) translocation expressed detectable levels of bcl-2 protein, regardless of whether the breakpoint was located in or at a distance from the bcl-2 gene. These data show consistent expression of a proto-oncogenic protein in a large proportion of non-Hodgkin's lymphomas and provide further support of a role for bcl-2 in the pathogenesis of all lymphomas with the t(14;18) karyotypic abnormality. Increased expression of bcl-2 after t(14;18) translocations may be a specific marker for B-cell cancers, and demonstration of the protein with use of anti-bcl-2 antibodies could be useful in the diagnosis of many non-Hodgkin's lymphomas.


Appl Immunohistochem Molecul Morphol 2000 Mar;8(1):1-11

Classification of small B-cell lymphoid neoplasms using a paraffin section immunohistochemical panel.

Chen CC, Raikow RB, Sonmez-Alpan E, Swerdlow SH

Department of Pathology, University of Pittsburgh School of Medicine, Pennsylvania 15213-2582, USA.

Immunophenotypic analysis is critical in categorizing small B-cell neoplasms; however, many recommended antibody panels have required fresh or frozen tissue. Many paraffin-reactive antibodies are now available but have been studied mostly in isolation. Therefore, the utility of a panel of paraffin-reactive antibodies in differentiating small B-cell neoplasms was investigated. Paraffin-embedded sections of small lymphocytic lymphoma/B-chronic lymphocytic leukemia (SLL/B-CLL; 12), mantle cell (MCL; 15), follicular (FL; 11), and marginal zone B-cell (MZL; eight) lymphomas were stained with CD20/L26, CD3, CD43/DF-T1 or Leu22, CD5/4C7, CD23/BU38, cyclin D1/H295, and CD10/56C6 antibodies. For select antibodies, results were compared to flow cytometric data (FC). Formalin and B5 fixation were also compared. Seven of 11 SLL/B-CLL were CD43+ CD5+ CD23+ cyclin D1- CD10-; seven of 11 MCL were CD43+ CD5+ CD23- cyclin D1+ CD10-; nine of 10 FL were CD43- CD5- CD23- cyclin D1- CD10+; and five of six MZL were CD43+ CD5- CD23- cyclin D1- CD10-. CD5, CD23, and CD10 stains showed sensitivities of 81, 88, and 100%, respectively, compared to FC. With B5 fixation, cyclin D1 was more often negative and CD5 more often equivocal. A panel of paraffin-reactive antibodies aids in classification of small B-cell neoplasms, although a small number of cases have indeterminate phenotypes and MZL have no defining features. CD5 separates most SLL/B-CLL and MCL from FL and MZL. CD23 separates SLL/B-CLL from most MCL, but cyclin D1 is most important for identifying MCL. CD10 positivity distinguishes most FL from other small B-cell lymphoid neoplasms.

 

I linfomi follicolari primitivi della cute ed i rari linfomi follicolari pediatrici sono spesso privi della traslocazione t(14;18) e non sono caratterizzati da iperespressione di bcl-2.

J Invest Dermatol 1994 Feb;102(2):231-5

bcl-2 protein expression and correlation with the interchromosomal 14;18 translocation in cutaneous lymphomas and pseudolymphomas.

Cerroni L, Volkenandt M, Rieger E, Soyer HP, Kerl H.

Department of Dermatology, University of Graz, Austria.

The interchromosomal 14;18 translocation occurs in approximately 70-80% of follicular lymphomas and in a lower proportion of high-grade non-Hodgkin lymphomas of the lymph nodes. This translocation results in the fusion of the bcl-2 oncogene on chromosome 18 with immunoglobulin heavy chain genes on chromosome 14, and in the expression of higher amounts of normal bcl-2 protein. We studied bcl-2 expression in biopsies of 108 patients with benign and malignant cutaneous lymphoproliferative diseases (B-cell lymphoma, primary cutaneous, 42; secondary cutaneous, 21; primary cutaneous T-cell lymphoma, 21; B-cell pseudolymphoma, 24), using a monoclonal anti-bcl-2 antibody on paraffin-embedded tissue sections, bcl-2 protein was detected immunohistochemically in 16 of 63 cases of cutaneous B-cell lymphoma, whereas cutaneous T-cell lymphomas and B-cell pseudolymphomas were negative. The proportion of bcl-2 protein expression was significantly higher in secondary (11/21) than in primary cutaneous B-cell lymphomas (5/42; chi 2 test, p < 0.001). Biopsies from 25 of these patients (B-cell lymphoma, 22; B-cell pseudolymphoma, three) were analyzed previously on the molecular level for the t(14;18), using polymerase chain reaction amplification of DNA obtained from paraffin-embedded sections. In four of 11 cases of bcl-2 protein-positive B-cell lymphoma (primary, one; secondary, three) the t(14;18) was detected by polymerase chain reaction. All other cases of B-cell lymphoma, including seven cases where bcl-2 protein was detected by immunohistology, and B-cell pseudolymphoma were negative. These results demonstrate: 1) bcl-2 protein is expressed in a small portion of cutaneous B-cell lymphomas; 2) bcl-2 protein expression is significantly more frequent in secondary than in primary cutaneous B-cell lymphoma; 3) only approximately one-third of cases expressing the bcl-2 protein are characterized also by the t(14;18). bcl-2 protein expression might indicate that the cutaneous manifestation of the lymphoma represents a secondary spread from a node-based lymphoma.

 

Am J Surg Pathol 2001 Jun;25(6):732-41

Cutaneous B-cell lymphomas of follicular and marginal zone types: use of Bcl-6, CD10, Bcl-2, and CD21 in differential diagnosis and classification.

de Leval L, Harris NL, Longtine J, Ferry JA, Duncan LM.

Department of Pathology, Massachusetts General Hospital, Boston, Massachusetts, USA.

Cutaneous follicular lymphomas (FLs) and cutaneous B-cell lymphomas of extranodal marginal zone (MZL)/mucosal-associated lymphoid tissue (MALT) type may have morphologic overlap, despite the fact that they are thought to be of distinct derivation (germinal center vs. postgerminal center). The problem is compounded by the reported absence of bcl-2 expression by many cutaneous FLs, leading to speculation that cutaneous FL may be unrelated to nodal FL. The authors analyzed the expression of the germinal center-associated antigens bcl-6 and CD10 and of bcl-2 in 18 cutaneous B-cell lymphomas (10 FLs and eight MZLs), in relationship to CD21+ follicular structures, to clarify the relationship of nodal to cutaneous FLs and to explore the value of these antigens in differential diagnosis. The authors studied 10 cutaneous FLs (seven primary and three secondary) and eight MZLs (six primary and two secondary). The FLs (found in six men and four women age 45-75 years) involved the trunk (n = 3) and scalp, face and neck (n = 7). The MZLs (found in five women and three men age 34-81 years) involved the trunk (n = 4), face and neck (n = 2), and arm (n = 2). Immunostaining for CD21, bcl-6, CD10, and bcl-2 allowed the delineation of compartments within the tumors and yielded distinct patterns of staining in FL and MZL. In both follicular and interfollicular/diffuse areas of FL the neoplastic cells were bcl-6+ (10 of 10), often CD10+ (seven of 10, four of seven primary), and bcl-2+ (nine of 10, six of seven primary). Only three of seven cases (one of five primary) had bcl-2 rearrangement detectable by polymerase chain reaction. In the MZLs, the neoplastic B-cells were bcl-6-, CD10-, and bcl-2+ (eight of eight). Three patterns of CD21+ follicles were identified in MZL: reactive germinal centers, uniformly bcl-6+, CD10+, and bcl-2- (five of eight MZLs); colonized follicles, both bcl-6-, bcl-2+, and L26+ cells, and bcl-6+ and bcl-2- cells (five of eight MZLs); and expanded/colonized follicular dendritic cell meshworks, bcl-6- and bcl-2+ B cells with rare residual bcl-6+ and bcl-2- cells (four of eight MZLs). The authors conclude that cutaneous FLs express bcl-6 uniformly, usually express CD10 and bcl-2, and have a follicular pattern similar to nodal FL and consistent with a germinal center origin. The immunophenotype of cutaneous FL is distinct from that of cutaneous MZL, which is negative for bcl-6 and CD10. Colonized follicles in MZL, identified by CD21+ follicular dendritic cell meshworks, contained numerous bcl-6- and bcl-2+ B cells, and were readily distinguished from neoplastic follicles in FL. Conversely, CD21- interfollicular and diffuse areas in FLs contained bcl-6+ and CD10+ cells, which were not seen in diffuse areas of MZLs. Thus, the combination of bcl-2, bcl-6, and CD21 staining is useful for the distinction of cutaneous MZL from cutaneous FL.

****

La dimostrazione di un'anomala espressione di bcl-2 nei centri germinativi neoplastici è associata ad altre anomalie, tra cui un basso indice di proliferazione, un'anomala espressione di CD45RA(MT2) ed elevati livelli di p27kip1

Cancer 1990 Apr 1;65(7):1562-9

 Immunohistochemical differentiation of follicular lymphoma from florid reactive follicular hyperplasia with monoclonal antibodies reactive on paraffin sections.

Chilosi M, Mombello A, Menestrina F, Gilioli E, Manfrin E, Pizzolo G, Fiore-Donati L.

Department of Pathology, Verona University, Italy.

 In this study monoclonal antibodies which recognize lymphoid-associated antigens on paraffin sections (LN1, MB2, L26, MT2, UCHL1) have been evaluated to assess their usefulness in the distinction between reactive and neoplastic lesions of lymphoid follicles. Thirty-three follicular lymphoma samples and 36 reactive samples (lymph nodes and tonsils) were analyzed. MT2 appeared as the most valuable immunophenotypic marker as emerged from a comprehensive quantitative evaluation of 2329 reactive follicles and 2288 neoplastic follicles performed on MT2 immunostained sections. MT2-positive follicles were found in all lymphoma samples but one. Overall 1908 of 2288 neoplastic follicles were judged as positive whereas no follicles with comparable strong MT2 immunoreactivity could be found in non neoplastic samples. These latter showed weak MT2 positivity only in about 10% (224/2329) of reactive follicles. This study confirms that MT2 follicular positivity can be considered a reliable marker of follicular neoplasia, although negative results ought to be considered with caution. The detection of centrofollicular cells outside the germinal centers, which is considered a reliable criterion of follicular neoplasia, was highly improved by LN1 immunostaining. On the other hand pan-B antibodies such as L26 and MB2 were less informative because of the large number of B-lymphocytes observed in interfollicular areas of nonneoplastic samples.

 

Blood 1998 Aug 1;92(3):770-7

Expression of cyclin E and the cyclin-dependent kinase inhibitor p27 in malignant lymphomas-prognostic implications.

Erlanson M, Portin C, Linderholm B, Lindh J, Roos G, Landberg G.

Departments of Oncology and Pathology, Umea University, Umea, Sweden.

Cyclin E and the cyclin-dependent kinase inhibitor p27 are two important regulators of the G1-S transition modulating the activity of cyclin-dependent kinases. Aberrations in the cell cycle control are often observed in tumors and might even be mandatory in tumor development. To investigate the importance of cell-cycle defects in malignant lymphomas we have characterized the expression of cyclin E and p27 in 105 newly diagnosed lymphomas using immunohistochemistry. A significant, inverse correlation between p27 and cyclin E expression was observed (rs = -.24, P = .02) and both proteins correlated with the S-phase fraction (rs = -.35, P < .001 and rs = . 45, P < .001, respectively). The inverse relationship between p27 expression and proliferation was abrogated in some lymphomas, suggesting that p27 downregulation can represent a genuine aberration. Survival analysis was performed in 105 patients with a median observation time of 86 months. Low p27 and high cyclin E expression were significantly associated with a poor prognosis (P = . 0001 and .03, respectively). In a multivariate Cox analysis, p27 expression, stage, serum lactate dehydrogenase level, grade, and age were independent prognostic factors, in contrast to S-phase fraction and cyclin E expression. This is the first report showing that p27 expression in malignant lymphomas has independent prognostic significance, which necessitates future studies regarding its more precise biological role in lymphoid tumorogenesis. Copyright 1998 by The American Society of Hematology.

 

giugno 2002