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Scheda a cura di Marco Chilosi (GYM)
Morbo di Hodgkin
Caratteristiche biologiche e patogenesi. Le cellule H-RS.
E’ attualmente chiaro che il morbo di Hodgkin è una malattia neoplastica e che le cellule H-RS rappresentano il "clone" proliferante. Le cellule H-RS sono infatti aneuploidi ed esprimono marcatori di proliferazione [5-8]. La identificazione della natura linfoide B delle cellule H-RS, una volta ipotetica, è attualmente certa, grazie alla dimostrazione immunoistologica di antigeni strettamente B-cell specifici, nonché sulla base di dati molecolari ottenuti grazie all’applicazione di metodiche sofisticate, quali la "single cell analisis" dopo microdissezione di cellule H-RS (evidenziate mediante CD30 su sezioni congelate). Con le stesse metodiche è stata inoltre ottenuta la prova della natura "clonale" delle cellule H-RS [9], nonché dati sulle caratteristiche del riarrangiamento genico (presenza di elevati livelli di mutazioni somatiche) e quindi della natura centrofollicolare delle cellule atipiche. Il repertorio antigenico della cellula H-RS è spesso eterogeneamente espresso nella casistica ed anche all’interno della stessa biopsia, ma nell’insieme è coerente con la natura B centrofollicolare e comprende l’espressione di CD20 e di bcl-6, un fattore essenziale per la formazione del centro germinativo, che risulta soggetto a mutazioni nel HL [10]. Più recentemente è stata dimostrata nelle cellule H-RS espressione significativa di PAX-5/BSAP, un fattore di trascrizione specifico delle cellule B [11]. Il livello differenziativo delle cellule H-RS in almeno una parte dei casi di HL sembra corrispondere peraltro alle fasi terminali del percorso centrofollicolare, come suggerito dalla espressione di antigeni caratteristici delle plasmacellule, CD138/syndecan-1 e MUM1 [12,13]. E' relativamente frequente la dimostrazione di molecole prodotte dal virus EBV nelle cellule H-RS del HL classico (specialmente nelle forme a cellularità mista).
Ibridazione in situ con sonda EBER
Nel HL di tipo classico e nel NLPHD [14] i geni delle immunoglobuline sono riarrangiati, ma impossibilitati a trascrivere il prodotto, e le Ig non sono dimostrabili con metodi immunofenotipici sulla membrana delle cellule H-RS (l’intensa positività talvolta evidenziata su sezioni di tessuto è essenzialmente citoplasmatica, frutto di aspecifico assorbimento delle Ig "policlonali" sieriche). La causa di questo difetto funzionale risiederebbe, nel HL classico, in un difetto di attivazione del promotore immunoglobulinico, con conseguente deregolazione dell’espressione dei fattori di trascrizione BOB.1/OBF.1 ed Oct2 [15]. Oct2 può rappresentare inoltre un utile marcatore per la distinzione precisa delle diverse forme di HL. E’ noto da tempo come nelle cellule H-RS sia coinvolta la pathway del gene p53, con accumulo abnorme della proteina nei nuclei delle cellule H-RS [16].
Accumulo di proteina p53 nelle cellule neoplastiche del linfoma di Hodgkin "classical" Questo accumulo, indicativo di un incremento della vita media della proteina, può essere legato a diversi meccanismi, incremento "fisiologico" di espressione per anomalie genomiche (ad es. infezioni virali o danno al DNA), inibizione della degradazione proteosomica, legame a molecole stabilizzanti la p53 (mdm2, prodotti virali), di solito inattivanti la funzione transattivante della proteina, mutazioni puntiformi del gene p53 con accumulo e inattivazione del prodotto. In effetti nella maggior parte dei casi di HL classico, si osserva intensa espressione nucleare di mdm2, una molecola deputata alla regolazione dei livelli di p53 [17]. L’iperespressione di mdm2, che può essere conseguenza di amplificazione genica in alcuni tumori maligni, suggerisce il suo possibile ruolo nella patogenesi del morbo di Hodgkin [17]. In accordo con questa ipotesiè la recente dimostrazione di anomalie cromosomiche con guadagno 12q14, posizione corrispondente al gene mdm2, in alcuni casi di HL [18]. In alternativa è possibile ipotizzare la presenza di mutazioni del gene p53, con conseguente produzione di proteine mutate caratterizzate da prolungamento della vita media ed accumulo nel nucleo. Quando ciò avviene nei linfomi non-Hodgkin ed in altre neoplasie si osserva un elevata percentuale di espressione nelle cellule del clone neoplastico (praticamente 100%) e carenza di espressione del gene p21waf1 [19]. Questa seconda possibilità, che indurrebbe la perdita della funzionalità del gene p53, contrasta con la dimostrazione di elevati livelli di p21waf1 in un’ampia percentuale di cellule H-RS [20], e da dati molecolari che non dimostrano la presenza di mutazioni [18,21]. L’espressione di p21waf1 potrebbe peraltro essere mediata, indipendentemente dalla funzionalità della pathway p53, dalla stimolazione di CD30, come recentemente dimostrato [22]. E’ interessante notare che le cellule H-RS sono in effetti caratterizzate da anomalie di espressione di numerosi geni coinvolti nella regolazione del ciclo cellulare e dei processi apoptotici, tra cui una anomala espressione nelle cellule H-RS di NF-kappa B (un fattore di trascrizione di notevole importanza nella regolazione della proliferazione cellulare, della risposta immune, dell’apoptosi e dell’infiammazione), presumibilmente legata alla deregolazione dell’interazione con l’inibitore I-kappa-B-alfa [23]. Queste anomalie sono presumibilmente all’origine della peculiare morfologia delle cellule H-RS ed anche della loro aneuploidia. In sintesi è possibile ipotizzare che a causa delle sopradescritte anomalie della regolazione del ciclo cellulare e dell’apoptosi la cellula H-RS, una cellula B funzionalmente inefficace, sia bloccata in uno stato intermedio di differenziazione tra il centroblasto ed il centrocita (come dimostrato dalla anomala coespressione dei geni BM-1 e EZH2, due geni regolatori del gruppo polycomb, espressi in modo mutuamente esclusivo nei centroblasti e nei centrociti)[24], sospesa tra proliferazione ed apoptosi (come evidenziato anche morfologicamente dalla presenza di cellule "mummificate"), in una "cronica" condizione di attivazione (le cellule H-RS esprimono elevati livelli di CD25)[25]. Questo stato funzionalmente "congelato" delle cellule H-RS è presumibilmente responsabile della loro anomala capacità di produrre elevate quantità di mediatori che, interferendo con i meccanismi fisiologici che regolano le risposte infiammatorie ed immuni, inducono le alterazioni microambientali che caratterizzano i tessuti linfoidi coinvolti dalla malattia (sclerosi, accumulo di cellule infiammatorie). L’analisi delle molecole prodotte in modo anomalo o esagerato nel morbo di Hodgkin, spesso direttamente dalle cellule H-RS o indirettamente da cellule da esse stimolate, ha consentito di tracciare ipotesi patogenetiche sempre più attendibili, ed anche di individuare marcatori "solubili" di potenziale interesse diagnostico/prognostico [26-28]. Le caratteristiche peculiari della malattia (sparse cellule atipiche in un tessuto "reattivo" comprendente miscele di cellule infiammatorie e fibroblasti possono essere interpretate come effetto di una anomala azione di molecole regolatrici (citochine) anormalmente prodotte nel tessuto neoplastico. Questa ipotesi è confermata da numerosi dati sperimentali. Ad esempio, le cellule H-RS (e gli esosinofili richiamati ed attivati dalle cellule H-RS) producono TGF- b, un mediatore di estrema importanza, capace di inibire la proliferazione dei linfociti, di stimolare la chemotassi macrofagica, l’angiogenesi e la fibrogenesi [29, 30].Più di recente si va svelando come la complessità delle interazioni che intercorrono tra le cellule atipiche H-RS e le cellule infiammatorie richiamate ed attivate nei tessuti coinvolti dalla malattia sia mediata dalla produzione e dal rilascio di citochine, di chemochine e dei loro recettori, fornendo le basi per conoscenze sempre più precise sui meccanismi patogenetici della malattia e su possibili nuove strategie farmacologiche [31-34]. Una differente, ma potenzialmente efficace strategia terapeutica, almeno di tipo adiuvante, è quella di utilizzare immuno-farmaci rivolti contro neoantigeni espressi dalle cellule neoplastiche e non dalle cellule normali. In questo contesto è interessante la dimostrazione di antigeni MAGE nelle cellule H-RS [35]. Settembre 2002 |