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| Scheda a cura di Marco Chilosi (GYM) CD30 nel morbo di Hodgkin Le cellule di Hodgkin e di Reed-Sternberg sono caratterizzate da una morfologia caratteristica e di solito non è difficile individuarle morfologicamente La dimostrazione di CD30 è però utile per definire con maggiore precisione il fenotipo "classico" del morbo di Hodgkin, in associazione con CD15 ed altri marcatori tra cui particolarmente significativa la molecola denominata fascin. Di solito nelle forme sclerosi nodulare e cellularità mista si dimostra intensa espressione di CD30 e variabile espressione di CD15. Nelle forme a prevalenza linfocitaria l'espressione di CD30 è assente o molto debole. E' utile utilizzare il CD30 per uno screening rapido di lesioni sospette. Figura 1. Diversi casi di morbo di Hodgkin "classico" in cui la componente H-RS è evidenziata da intensa espressione di CD30. Figura 2. Morbo di Hodgkin "Prevalenza Linfocitaria Nodulare" in cui le cellule atipiche NON esprimono CD30. La reattività immunoistochimica nelle cellule H-RS deve essere di membrana e citoplasmatica (con localizzazione di tipo "golgiano"). La reattività può variare notevolmente in diversi campioni a causa di differenze di trattamento del campione (fissazione, inclusione, sistema di retrieval utilizzato).
In diversi casi di linfadenite (in questo caso una "graffio di gatto") sono presenti numerosi elementi linfoidi di grandi dimensioni, spesso macronucleolati CD30+ che non sono cellule di Hodgkin-Sternberg. Sono in realtà elementi linfoidi "attivati" (T o B). |