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Scheda a cura di Marco Chilosi (GYM)
Applicazioni Diagnostiche TdT Leucemie acute La diagnostica delle leucemie acute tradizionalmente basata fino ad alcuni anni fa sulle caratteristiche morfologiche e citochimiche delle cellule blastiche, è stata più recentemente integrata dall 'impiego di analisi immunofenotipiche (prevalentemente ottenute mediante citometria a flusso) e molecolari. Ruolo sempre più importante è anche quello della citogenetica. L'insieme dei dati ottenibili con questi differenti approcci metodologici è alla base della più recente classificazione WHO. La precisa caratterizzazione della natura delle cellule blastiche è fondamentale per la pianificazione di una idonea pianificazione terapeutica per cui l'analisi immunofenotipica è divenuta fondamentale. La determinazione dell'enzima TdT si inserisce a pieno titolo tra i marcatori più importanti in questo contesto. Infatti l'espressione di TdT è costante nelle leucemie linfoblastiche (B-cell precursor e T-cell precursor), in linea con il modello di conservazione della lineage fidelity, che considera le leucemie come espansioni di cellule emopoietiche "congelate" in un dato stadio maturativo a seguito di alterazioni di oncogenei o geni oncosoppressori (Cline FH. The molecular basis of leukemia. N Engl J Med 1994;330:328-36). La forma linfoblastica L3 della classificazione FAB (leucemia tipo-Burkitt) fa eccezione (ed è TdT negativa) in quanto non è costituita da "precursori", bensì da cellule B con fenotipo "periferico" (esprimono infatti immunoglobuline di membrana). Le leucemie linfoblastiche sono in prevalenza a fenotipo B (CD19+, CD79a+, CD20-) e spesso esprimono il marcatore CD10 (common ALL). Le leucemie a fenotipo T rappresentano circa 15-20% dei casi sono frequentemente caratterizzate da elevata conta di blasti in periferia e presenza di massa mediastinica (linfoma linfoblastico T). Una quota di evoluzioni blastiche di leucemia mieloide cronica (a prognosi più favorevole) sono caratterizzate da fenotipo "linfoblastico" ed esprimono TdT nucleare. Anche una quota di leucemie acte non linfoidi, in quanto esprimono marcatori di differenziazione mielo-monocitica) possono esprimere TdT in quota variabile di blasti (lineage infidelity). Il tipo di materiale disponibile determina l'approccio metodologico di scelta per la determinazione della espressione di TdT nelle cellule blastiche. Esame immunocitochimico: molto comodo e semplice da eseguire quando il numero di cellule blastiche è elevato. Può essere effettuato su strisci di sangue periferico o midollare con metodiche di immunoperossidasi o immuno-fosfatasi alcalina.
Figura 1. Leucemia linfoblastica B-cell precursor. Espressione nucleare dei TdT . metodo immunocitochimico su striscio di midollo osseo. La determinazione di TdT può essere effettuata su materiale fissato ed incluso in paraffina, anche dopo decalcificazione se si tratta di biopsie osteomidollari. Figura 2. Leucemia linfoblastica B-cell precursor, espressione nucleare di TdT su BOM.
Linfoma linfoblastico T-cell precursor. Il linfoma linfoblastico essendo strettamente legato alla leucemia linfoblastica T ne condivide pienamente le caratteristiche citologiche e fenotipiche. La TdT è quindi marcatore di elezione per questa neoplasia. Da tenere presente che i timociti normali delle zone corticali esprimono TdT nucleare in modo identico a quelli neoplastici. Monitoraggio La TdT nucleare può essere considerata un buon marcatore "tumorale" se individuata al di fuori del microambiente midollare e del timo. La individuazione ed il monitoraggio del coinvolgimento extra-midollare (testicolare o liquorale) in pazienti con ALL si avvale della TdT come sensibile marcatore
Patologia timica e tumori mediastinici La TdT, come il CD1, rappresenta un ottimo marcatore dei timociti corticali, ed è utilizzabile nella caratterizzazione delle patologie che coinvolgono il timo. Nella diagnosi differenziale dei tumori del mediastino antero-superiore l'analisi immunofenotipica è fondamentale. La TdT rappresenta un ottimo marcatore in questo contesto, insieme a diversi altri marcatori immunoistochimici, come rappresentato nello schema.
* (eventuale componente di carcinoma embrionario)
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